mercoledì 15 luglio 2009

UNA FIRMA MOLTO PERICOLOSA

(Giorgio Napolitano ha firmato)

Il Presidente Giorgio Napolitano ha promulgato il pacchetto sicurezza del Governo, allegando però una lettera, di ben 5 pagine, nella quale sottolinea il fatto che "suscita perplessità e preoccupazioni l'insieme del provvedimento che, ampliatosi in modo rilevante nel corso dell'iter parlamentare, risulta ad un attento esame contenere numerose norme tra loro eterogenee, non poche delle quali prive dei necessari requisiti di organicità e sistematicità" e, in particolar modo, Napolitano rileva "la presenza nel testo di specifiche disposizioni di dubbia coerenza con i principi generali dell'ordinamento e del sistema penale vigente "..

Il presidente appare inoltre preoccupato per quanto riguarda le disposizioni in materia di immigrazione, le quali, secondo Napolitano, presentano "rilevanti criticità" che porteranno ad avere effetti "contraddittori e paradossali"..

Dopo le seguenti perplessità, una persona razionale si interrogherebbe sul perchè il presidente della Repubblica abbia firmato una legge così contorta, senza rinviarla
invece alle Camere per chiedere un' ulteriore deliberazione (visto che ne ha il potere)..

Probabilmente tutto ciò sarebbe andato contro quel progetto di "tregua" che Napolitano auspica continuamente tra maggioranza ed opposizione..

Tuttavia ha firmato, e ciò ha inevitabilmente causato grosse polemiche..


Per prima l'Italia dei Valori, che ha fatto sempre opposizione, affinchè un tale obrobrio non riuscisse a passare alle Camere..
Purtroppo però, il presidente del Consiglio ha posto la questione di fiducia sul decreto, ricattando di fatto il Senato, affinchè votasse a favore del provvedimento..

Ciò ha spinto il presidente Idv Antonio Di Pietro ad appellarsi fino all'ultimo a Napolitano, implorandolo di non firmare una legge incostituzionale:




Ma, a quanto pare, tutto ciò non è servito a nulla e, per questo, il leader Idv ha legittimamente contestato la scelta del presidente, attraverso una sua dichiarazione:


"Esprimo profondo dolore per la titubanza del presidente della Repubblica nel prendere in mano la situazione e soprattutto nell'affrontare i compiti che la Costituzione gli assegna. Se è vero come è vero che Napolitano aveva dei dubbi sulla coerenza costituzionale delle norme sulla sicurezza, il suo compito era quello di rinviare il testo alle Camere. Il suo lamento dopo aver firmato il provvedimento è come un grido al vento, che ammanta di ipocrisia una legge che meritava di essere espulsa dall'ordinamento"
..

Il Partito Democratico, dopo aver rimproverato Antonio Di Pietro per i suoi toni troppo irrispettosi nei confronti di Napolitano, ha riferito di essere in linea con le preoccupazioni del presidente della Repubblica, auspicando urgenti modifiche sostanziali all'intero pacchetto sicurezza..

L'Udc, attraverso il presidente Casini, ha contestato il Governo affermando che esso dovrebbe smetterla "
di fare decreti e di porre la fiducia " e che invece dovrebbe lasciare " al Parlamento la possibilità di lavorare per evitare altre ‘figuracce’ come quella di oggi sul pacchetto sicurezza promulgato dal presidente della Repubblica con una serie di rilievi "..

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Altri dissensi sono pervenuti dal Consiglio Superiore della Magistratura che, in passato, ha più volte criticato questo decreto, soprattutto in merito alle modifiche del processo penale..
Oggi, a seguito del nulla osta del presidente della Repubblica, la Sesta Commissione del Csm ha espresso le sue preoccupazioni:

Il Csm sul processo penale
"Incostituzionale e devastante"


"Viola almeno quattro principi costituzionali, a cominciare da quello sull'obbligatorietà dell'azione penale, e avrà effetti "devastanti" sull'"efficacia" delle indagini il ddl Alfano sulla riforma del processo penale. E inoltre, "rafforzando la dipendenza della polizia giudiziaria dal potere esecutivo" e al tempo stesso "estromettendo il pm dalle indagini", potrebbe permettere al governo di controllare o quanto meno di condizionare l'azione penale. La stroncatura senza appello del provvedimento che riforma il processo penale viene dalla Sesta Commissione del Csm.
Le norme relative al rapporto tra pubblico ministero e polizia giudiziaria, si legge nel parere sul ddl al vaglio della commissione Giustizia del Senato che domani sarà portato al plenum, "non sfuggono a dubbi di costituzionalità" con riguardo sia all'art. 109 (in base al quale "l'Autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria"), sia all'art. 112 (che sancisce il principio di obbligatorietà dell'azione penale). Alla luce di alcune sentenze della Corte costituzionale, Palazzo dei Marescialli osserva che "la distinzione operata dall'art. 3, comma 1, lett. b, del disegno di legge tra sezioni di polizia giudiziaria e servizi di polizia giudiziaria appare difficilmente compatibile con l'assetto costituzionale nella parte in cui pone solo le prime 'alla dipendenzà dell'autorità giudiziaria, stabilendo per i secondi che agiscano 'sotto la direzione dell'autorità giudiziaria', ma non alle sue dipendenze". Si tratta, secondo il Csm, di "una diversificazione che non solo sembra contrastare con l'ampia dizione dell'art. 109 Cost. ma, soprattutto, risulta in contrasto con l'obiettivo di rendere maggiormente efficace l'azione investigativa che, nella prassi, è prevalentemente affidata ai servizi di polizia giudiziaria (notoriamente forniti di maggiori risorse umane e materiali)". Tale diversificazione, si legge ancora nel parere, "indebolendo il rapporto di subordinazione funzionale della polizia giudiziaria rispetto al pubblico ministero, si traduce in una sottrazione alla magistratura dei mezzi necessari per compiere le indagini e per concluderle celermente, finendo così per incidere negativamente sull'obbligatorietà dell'azione penale".
Il parere passa poi ad esaminare sull'acquisizione della notizia di reato. L'eliminazione del potere del pm di acquisire anche di propria iniziativa le notizie di reato, poi, secondo il Csm, "realizza un vulnus al principio della obbligatorietà dell'azione penale, per la cui concreta operatività è necessaria appunto l'esistenza di una notizia di reato". "Per poter attuare il dettato costituzionale, infatti - si legge nel parere - il pm deve poter agire anche di propria iniziativa, altrimenti l'obbligatorietà risulta condizionata dalla preliminare attività della polizia giudiziaria, priva dei necessari requisiti di autonomia e indipendenza". Palazzo dei Marescialli richiama quindi l'inquadramento dell'art. 112 della Costituzione operato dalla Consulta in varie sentenze, "che non lascia adito a equivoci in ordine al ruolo di garanzia riconosciuto dall'ordinamento costituzionale al pm, per l'effettività del quale è imprescindibile che egli conservi il potere di prendere di propria iniziativa le notizie di reato".
(da "La Repubblica" del 15 luglio 2009)

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Dello stesso parere è l'Associazione Nazionale Magistrati, che parla addirittura di una "morte della giustizia penale in italia" in una sua dichiarazione del 10 giugno 2009, ossia subito dopo l'approvazione del decreto presso la Camera dei Deputati:

L'Associazione nazionale magistrati ritiene doveroso denunciare la gravità delle conseguenze che deriveranno dalle novità legislative in materia di processo penale e intercettazioni. In un momento in cui la sicurezza dei cittadini è sovente evocata come priorità del paese, lascia sgomenti il fatto che il Parlamento stia per effettuare scelte che rappresentano un oggettivo favore ai peggiori delinquenti.

Le norme sulle intercettazioni sulle quali il Governo ha posto la questione di fiducia impediranno alle forze di polizia e alla magistratura inquirente di individuare i responsabili di gravissimi reati. Basti pensare ai più recenti episodi di cronaca: gli stupri di roma, le violenze nella clinica di Milano, le scalate bancarie alla Antonveneta e alla BNL. In nessuno di questi casi con la nuova legge sarebbe stato possibile accertare i fattie trovare i colpevoli.

Le intercettazioni sono uno strumento di indagine finalizzato alla individuazione dei colpevoli di gravi reati ed è semplicemente assurdo pensare che si possano fare intercettazioni solo nei confronti del colpevole già individuato.

E' del tutto irragionevole prevedere che le intercettazioni debbano sempre essere interrotte dopo 60 giorni, anche nei casi, come un sequestro di persona, un traffico di stupefacenti o di armi, in cui il reato sia in corso di esecuzione.

La equiparazione delle riprese visive alle attività di intercettazione rappresenta un grave danno per la lotta al crimine. Con queste norme non saranno possibili riprese visive per identificare gli autori di rapine in banca, spaccio di stupefacenti nelle piazze,violenza negli stadi, assenteismo nei pubblici uffici.

In definitiva il Governo e il Parlamento chiedono alle forze dell'ordine e alla magistratura inquirente di tutelare la sicurezza dei cittadini uscendo per strada disarmati e con un braccio legato dietro la schiena.

L'Associazione nazionale magistrati ha più volte manifestato la sua disponibilità a discutere delle riforme necessarie a ricercare un adeguato punto di equilibrio tra esigenze investigative, tutela della riservatezza delle persone e diritto alla informazione, avanzando specifiche indicazioni di proposta. Il Governo e il Parlamento scelgono, invece, di azzerare ogni equilibrio sacrificando del tutto le esigenze investigative e il diritto di informazione.

Di fronte a queste norme sarebbe più serio e coerente assumersi la responsabilità politica di abrogare l'istituto delle intercettazioni piuttosto che trasformarle in uno strumento non più utilizzabile.

L'intervento sulle intercettazioni preoccupa ulteriormente se lo si legge insieme al disegno di legge sulla riforma del processo penale in discussione in Senato.

Si tratta di una proposta che non introduce le riforme necessarie ad assicurare l'efficienza del processo e la sua ragionevole durata, ma addirittura inserisce nuovi, inutili formalismi, che determineranno un ulteriore allungamento dei tempi del processo. Il sacrosanto spirito garantista della nostra cultura giuridica viene tradito e trasformato in un "formalismo fine a sé stesso", che spesso oscura le questioni da giudicare. La conseguente non ragionevole durata di troppi processi si traduce di fatto nella negazione dei diritti fondamentali e in nuove forme di giustizia privata. Ciò contrasta con l'obiettivo di accrescere il livello di efficienza del processo e di assicurare ai cittadini "decisioni nel merito" in tempi ragionevoli, nel rispetto dell'articolo 111 Cost. e senza rinunciare alle garanzie costituzionali ("dal contraddittorio all'imparzialità del giudice; dal diritto alla difesa alla presuzione di non colpevolezza").

E' questa, nei fatti, la morte della giustizia penale in Italia.

La Giunta Esecutiva Centrale

Roma 10 giugno 2009



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Altre perplessità sono state espresse dal segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, per il quale, il pacchetto sicurezza rappresenta "una pesante incrinatura del profilo della nostra democrazia e della nostra civiltà giuridica" e aggiunge che, in questi giorni, "la sfida più difficile e la più necessaria è battersi contro i pregiudizi, contro i luoghi comuni, contro l'intolleranza e la xenofobia". Inoltre ha dichiarato che " la propaganda ideologica e xenofoba della Lega e della destra diventa legge dello Stato e segna un profondo arretramento anche culturale nel nostro Paese" e successivamente ha aggiunto che "queste norme, prime fra tutte l'istituzione del reato di clandestinità, non avranno nessuna efficacia rispetto ai problemi reali di sicurezza dei cittadini, anzi, potranno avere un impatto devastante sul funzionamento dei nostri apparati di sicurezza, sulle forze dell'ordine, sul sistema giudiziario e sul sistema carcerario".

In compenso, il segretario ha assicurato che "la Cgil metterà in atto tutti gli strumenti tesi a una sua correzione e a impedirne gli effetti più nefasti", anche "interpellando la Corte costituzionale e la Corte di giustizia europea".

In merito alla questione delle regolarizzazioni, Epifani chiede al Governo un "provvedimento di regolarizzazione per i 700 mila - 1 milione di lavoratori già presenti in Italia", denunciando che "se il governo negherà questo provvedimento, significherà che ha scelto per il nostro Paese proprio l'immigrazione irregolare e clandestina, perchè è ricattabile e funzionale all'economia sommersa e illegale.
Se invece, come sembra, lo limiterà ad una parte soltanto delle persone interessate, si apre un evidente problema di discriminazione, secondo il tipo di lavoro, che non ha precedenti".

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Anche il segretario dell'Ugl Renata Polverini, ha espresso il suo dissenso, soprattutto per quanto riguarda il reato di clandestinità, che va a colpire indistintamente tutti gli immigrati, inclusi coloro che lavorano onestamente nel paese (a partire da colf e badanti) e che chiedono di essere regolarizzati.

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E' indispensabile, infatti, far notare come questo decreto sicurezza non faccia alcun riferimento al problema delle regolarizzazioni di colf, badanti, ecc.., a dimostrazione di un sempre più lampante menefreghismo da parte del Governo nei confronti di tutti quei lavoratori immigrati che vorrebbero essere riconosciuti dalla legge italiana.

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Ecco la lista di alcuni provvedimenti del decreto:


Inasprite pene per gli immigrati. Dopo un lungo braccio di ferro con l'opposizione, la nuova legge impone un giro di vite sugli immigrati irregolari che da oggi rischieranno il processo. La permanenza nei Centri di identificazione temporanea per verificare la provenienza dei migranti potrà toccare i 18 mesi (finora il limite era di 60 giorni). Una pena fino a tre anni di carcere è prevista per chi affitta case o locali ai clandestini.

Le ronde. Potranno collaborare con le forze dell'ordine le associazioni di cittadini organizzate in ronde. Le associazioni saranno iscritte in un apposito elenco a cura del prefetto. Sarà un decreto del ministro dell'Interno a disciplinare i requisiti necessari, ma fin d'ora il governo ha assicurato che le ronde non saranno armate.

Norme anti-racket. Vengono inoltre ripristinati i poteri del procuratore nazionale antimafia e inasprito il 41-bis sulla detenzione dei boss mafiosi. Rispetto ad una stesura precedente, torna l'obbligo per gli imprenditori di denunciare i tentativi di racket, pena l'esclusione dalle gare d'appalto che scatta anche quando la richiesta del pizzo emerga dalle risultanze di un rinvio a giudizio.

Ritorna il reato di oltraggio. Aggravanti per i reati commessi su anziani e disabili; introdotte norme più severe contro i graffitari e contro coloro che impiegano bambini per l'accattonaggio. Ritorna ad essere penalmente rilevante il reato di oltraggio a pubblico ufficiale.


Evidenti indizi di colpevolezza. Il Pm potrà chiedere di intercettare solo con "evidenti indizi di colpevolezza". Nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno "sufficienti indizi di reato".

Via il magistrato che "dichiara". La toga che rilascia "pubblicamente dichiarazioni" sul procedimento affidatogli ha l'obbligo di astenersi. Sarà sostituito se iscritto nel registro degli idagati per rivelazione del segreto d'ufficio.

Omesso controllo. Il ddl prevede l'ammenda da 500 a 1.032 euro per pubblici ufficiali e magistrati che ometteranno "il controllo necessario ad impedire la indebita cognizione o pubblicaizione delle intercettazioni".

Divieto di pubblicazione. Per le intercettazioni, anche quelle non più coperte da segreto, resta il divieto di pubblicazione anche parziale fino alla conclusione delle indagini preliminari. Fanno eccezione le intercettazioni riportate nelle ordinanze. Per quelle resta il divieto di pubblicazione.

Rettifiche di commento. Le rettifiche dovranno essere pubblicate nella loro interezza e "senza commento".

No a nomi e immagini Pm. Stop alla pubblicazione di nomi o immagini dei magistrati "relativamente ai procedimenti penali loro affidati" , salvo che l'immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca.

Carcere per giornalisti. Torna il carcere per i cronisti, ma la pena diventa da 6 mesi a un anno (era da uno a tre anni) quindi oblabile: cioè trasformabile in sanzione pecuniaria.

Reati intercettabili. Potranno essere intercettati tutti i reati con pene oltre i 5 anni, compresi quelli contro la Pubblica Amministrazione.

Intercettazioni ambientali. Si potranno usare le "cimici" solo per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un'attività criminosa.

Limiti di tempo. Non si potrà intercettare per più di 60 giorni: 30 più 15 più 15.
Per reati di mafia, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si può arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20.

Relazione su spese e tetto. Ci sarà un tetto di spesa per le intercettazioni.

Procedimento contro ignoti. Le intercettazioni potranno essere richieste solo dalla parte offesa e solo sulle sue utenze.

I "procedimenti diversi". Le intercettazioni non potranno essere usate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte. Salvo i casi di mafia e terrorismo.

Stop a intercettazioni per 007. Se un Pm volesse intercettare un telefono usato da esponenti dei Servizi e quindi anche da "body guard" dovrà informarne entro 5 giorni il presidente del Consiglio che potrà apporre il segreto.

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In conclusione, questa legge rappresenta l'ennesima pugnalata alla Giustizia nel nostro paese, poichè consentirà più facilmente, ai più furbi e ai delinquenti, di restare impuniti.
E questa pugnalata, come la precedente del Lodo Alfano, porta ancora la firma del nostro presidente della Repubblica.




giovedì 9 aprile 2009

EUROPEE 2009


TORNIAMO IN EUROPA CON ITALIANI DI VALORE!


PERSONE COME LORO:



















INSIEME PER UN EUROPA MIGLIORE!

giovedì 12 marzo 2009

PRESA DIRETTA - 01/03/2009

NUOVO APPUNTAMENTO CON LA TRASMISSIONE DI APPROFONDIMENTO DI RAI TRE, CONDOTTA DA RICCARDO IACONA...

QUESTA PUNTATA E' DEDICATA ALL'IMMENSA POTENZIALITA' DELLE AZIENDE ITALIANE, CHE NON VIENE SFRUTTATA A CAUSA DELLA MANCANZA DI INVESTIMENTI SU RICERCA E INNOVAZIONE..

DAL 2001, E QUINDI DAL GOVERNO BERLUSCONI, L'ITALIA NON HA AUMENTATO DI UN CENTESIMO I FONDI PER LA RICERCA..

SOTTO IL GOVERNO PRODI, GRAZIE AL MINISTRO BERSANI, SI E' CERCATO FINALMENTE DI DARE UNA SPINTA ALLE IMPRESE, CERCANDO DI FAVORIRE UN LORO IMPORTANTE INVESTIMENTO NELLA RICERCA, GRAZIE AD INCENTIVI MIRATI, RACCOLTI NEL COSIDDETTO "BONUS RICERCA"...

INFATTI, NELLA FINANZIARIA 2007, IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO (BERSANI), AVEVA PREVISTO UN INTELLIGENTE REGIME DI SGRAVI FISCALI (DEL 40% NEL CASO DI ACCORDI TRA UNIVERSITA' E AZIENDE, E DEL 15% PER LE SINGOLE IMPRESE)..

OVVIAMENTE, IL PRESENTE GOVERNO STA' CERCANDO DI TOGLIERE QUESTI "BONUS" PERCHE' NECESSITA DI CASSA...

E INTANTO, NEL PROGRAMMA DI IACONA, VEDIAMO TUTTE QUELLE ECCELLENTI AZIENDE ITALIANE CHE BRILLANO NEL MONDO PER LA QUALITA' E L'INNOVAZIONE..

MA QUESTE AZIENDE SONO DAVVERO POCHE RISPETTO AL POTENZIALE EFFETTIVO DEL PAESE..

E COSI', MENTRE I RICERCATORI FANNO LA FAME O SCAPPANO ALL'ESTERO PER VIVERE UNA VITA DIGNITOSA (IMPOSSIBILE DA TROVARE NEL NOSTRO PAESE), IL GOVERNO SE NE FREGA DI TUTTO E, INVECE DI CONTINUARE QUEL PROCESSO DI INVESTIMENTI FATTO PARTIRE DAL PRECEDENTE GOVERNO, TAGLIA ULTERIORMENTE I FONDI ALLA RICERCA, ALLA SANITA', ALL'ISTRUZIONE E AL LAVORO...

DISOCCUPATI E CASSAINTEGRATI INTANTO CRESCONO VERTIGINOSAMENTE E NESSUNA MISURA PER LA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI E' STATA ANCORA ADOTTATA..

IL GOVERNO, PERO', CONTINUA AD IGNORARE LA REALTA' DEL PAESE, FATTA DI FAMIGLIE CHE NON RIESCONO DAVVERO PIU' A VIVERE, E NON RIESCE ANCORA AD INTRAVEDERE LE VERE RICETTE PER USCIRE DALLA CRISI: INVESTIMENTI SERI SULL'INNOVAZIONE, LE ENERGIE RINNOVABILI, LA RICERCA E IL LAVORO!

PER ORA, LE UNICHE MISURE CONCRETE PER LIMITARE LICENZIAMENTI E CASSA INTEGRAZIONI SONO STATE OTTENUTE GRAZIE ALLA "SOLIDARIETA' " TRA I LAVORATORI DI OGNI PARTE D'ITALIA, I QUALI HANNO RESO POSSIBILI ACCORDI TRA SINDACATI, AZIENDE ED ENTI LOCALI, IN MODO DA "LAVORARE MENO PER LAVORARE TUTTI"...

BUONA VISIONE!










sabato 28 febbraio 2009

MACELLERIA MESSICANA


CARLO LUCARELLI, NELLA TRASMISSIONE "BLU NOTTE - MISTERI ITALIANI", CI RACCONTA LA VERITA' SUL G8 DI GENOVA DEL 2001..


UNA REALTA' BEN DIVERSA DA QUELLA RACCONTATA DAI TELEGIORNALI "VENDUTI" E DAI MINISTRI DEL 2° GOVERNO BERLUSCONI (SCAJOLA, MARTINO E PISANU)..

LE TESTIMONIANZE DI RAGAZZI NORMALI, GIORNALISTI, DIRIGENTI DI POLIZIA, UOMINI E DONNE CHE DESCRIVONO LE VIOLENZE DI GENOVA E LA MORTE DI CARLO GIULIANI, COME IL FRUTTO DI UNA STRATEGIA ED UN' ORGANIZZAZIONE COMPLETAMENTE SBAGLIATE, MAL PENSATE E DAI RISVOLTI FASCISTI..

GLI IMPERDONABILI ERRORI E LE VIOLENZE DI UN PARTICOLARE REPARTO DEI CARABINIERI (LA COMPAGNIA ALPHA), CHE HANNO PORTATO AL FERIMENTO DI CENTINAIA DI MANIFESTANTI..

GLI ERRORI TATTICI DI UN'ALTRO REPARTO (LA COMPAGNIA ECHO) CHE HANNO PORTATO ALA MORTE DI CARLO GIULIANI..

LE TERRIBILI TESTIMONIANZE DI PERSONE GRAVEMENTE PICCHIATE, TORTURATE (SIA PSICOLOGICAMENTE CHE FISICAMENTE) E MINACCIATE
DI MORTE DA POLIZIOTTI E CARABINIERI FASCISTI, ALL'INTERNO DELLE CASERME DI BOLZANETO E DI FORTE SAN GIULIANO..

INFINE, A PERENNE MEMORIA, RESTERA' IL MASSACRO SEGUITO SUBITO DOPO L'IRRUZIONE DA PARTE DELLA POLIZIA NEL COMPLESSO SCOLASTICO DIAZ..

"Arrivato al primo piano dell'istituto ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana.
Sono rimasto terrorizzato e basito quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittuta che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: - Basta! Basta! - e cacciai via i poliziotti che picchiavano.
Intorno alla ragazza per terra c'erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia celebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze."

(Michelangelo Fournier, all'epoca vice questore aggiunto al primo Reparto Mobile di Roma)































(Vignetta di Vauro Senesi)

CIO' CHE RESTA DEL G8..

(Il risultato degli scontri con la Polizia e Carabinieri)



(L'orrore all'interno della scuola Diaz)

(Carlo Giuliani prima...)

(...Carlo Giuliani dopo.)

IN QUEI GIORNI A GENOVA CI FURONO ALTRE DUE VITTIME OLTRE A CARLO..

INSIEME A LUI, MORIRONO ANCHE LA GIUSTIZIA E LA DEMOCRAZIA!

PRESA DIRETTA - 22/02/2009

QUARTA PUNTATA DELLA TRASMISSIONE D'APPROFONDIMENTO "PRESADIRETTA" DI RICCARDO IACONA..

TITOLO "CACCIA AGLI ZINGARI"..

IL "PAESE DELLE RONDE" RISCHIA DI CADERE IN UN PERICOLOSO VORTICE DI XENOFOBIA, ALIMENTATO DA POLITICHE SPESSE VOLTE FASCISTE E RAZZISTE..









(Gli scandalosi ed intolleranti manifesti della Lega, di Forza Nuova e di Alleanza Nazionale)

L'IGNORANZA DI PARTE DELLA POPOLAZIONE VIENE PROFICUAMENTE UTILIZZATA DA PARTITI DI DESTRA, AL SOLO SCOPO DI RACIMOLARE CONSENSI..

LA TOLLERANZA E LA SOLIDARIETA' NEI CONFRONTI DELLO STRANIERO,
SANCITE DALLA COSTITUZIONE, VENGONO SPAZZATE VIA DA SENTIMENTI DI ODIO E DI VENDETTA FRUTTO DI BANALI GENERALIZZAZIONI E DEMAGOGIE..

QUESTE POLITICHE PRETTAMENTE ANTIDEMOCRATICHE CONTINUANO A SCATENARE SITUAZIONI FUORI CONTROLLO E VERGOGNOSE "CACCE ALL'UOMO"..

QUESTA PUNTATA SI CONCENTRA, IN PARTICOLARE, SULLE REALTA' DELLE COMUNITA' ROM IN TUTTA ITALIA..

LA STORIA DEI ROM DI TESTACCIO E DI
DI VICOLO SAVINI, A TESTIMONIANZA DELLA FALLIMENTARE E VERGOGNOSA POLITICA DI INTEGRAZIONE DELLE GIUNTE VELTRONI ED ALEMANNO..
QUEST'ULTIMA SEMBRA SEMPRE PIU' OPERARSI IN NOME DI UNA VERA E PROPRIA "PULIZIA ETNICA"!

LA STORIA DEI CAMPI ROM DI PONTICELLI, BRUCIATI GRAZIE AD UNA MONTATURA POLITICA, CHE E' SERVITA A COPRIRE UNO SCOPO ECONOMICO ED IMMOBILIARE CHE CON I ROM NON C'ENTRAVA NULLA..

LA STORIA DEI ROM DI MESTRE E VENEZIA E DEL SINDACO CACCIARI CHE COMPIE UN'INVESTIMENTO POSITIVO NEL FUTURO, COSTRUENDO UN NUOVO VILLAGGIO, PROMESSO DA BEN 10 ANNI ALLA COMUNITA' SINTI..

E PER FINIRE, LA DIFFERENZA TRA IL NOSTRO INESISTENTE METODO DI INTEGRAZIONE E QUELLO EFFICIENTISSIMO E "ANTIGHETTIZZANTE" CHE UTILIZZA LA SPAGNA..

QUESTO GOVERNO E IL MINISTRO MARONI CONTINUANO CON UNA POLITICA CHE NON GUARDA A PROGETTI DI INTEGRAZIONE A LUNGO TERMINE, MA CHE PRODUCE SOLO "LAGER" COME IL "CPT" DI LAMPEDUSA, SCORAGGANDO COSI' OGNI TENTATIVO DI INTEGRAZIONE DA PARTE DEGLI IMMIGRATI..











mercoledì 25 febbraio 2009

UNO STUDIO SUL BIDONE DI SARKOZY


PREMESSA:

NEL MONDO VI SONO PIU' DI 440 CENTRALI NUCLEARI...

(Centrali Nucleari esistenti in Europa nel 2006, fonte WANO ["World Association of Nuclear Operators"])


(Centrali Nucleari statunitensi esistenti nel 2006, fonte WANO)


(Centrali Nucleari esistenti in Giappone, Sud Corea e Taiwan nel 2006, fonte WANO)

(Le restanti Centrali Nucleari sparse per il mondo nel 2006, fonte WANO)

QUESTE CENTRALI SONO SUDDIVISE PER "GENERAZIONE"...

CENTRALI NUCLEARI DI 1°GENERAZIONE:

SONO QUELLE PROGETTATE E COSTRUITE PRIMA DEGLI ANNI '70..
I LORO REATTORI VENGONO RAFFREDDATI CON ACQUA NORMALE E GAS/GRAFITE..
GENERANO UNA POTENZA INFERIORE AI 300 MEGAWATT..

ESEMPI DI CENTRALI DI PRIMA GENERAZIONE:

(I quattro reattori della centrale nucleare di Chernobyl)

CENTRALE NUCLEARE DI CHERNOBYL (UCRAINA)..

(Lenin Memorial Chernobyl Nuclear Power Plant)

I LAVORI DELLA CENTRALE COMINCIARONO DURANTE I PRIMI ANNI '70 E TERMINARONO NEL 1983, CON L'ULTIMAZIONE DEL REATTORE 4..
IL PROGETTO PREVEDEVA LA CREAZIONE DI ALTRI DUE REATTORI, MA IL 26 APRILE 1986, ALLE 1.23 (ORA LOCALE), IL REATTORE 4 ESPLOSE..
ALL'ESPLOSIONE DEL CONTENITORE, SEGUI' IL VIOLENTO INCENDIO DELLA GRAFITE CONTENUTA NEL NOCCIOLO, CHE IN ALCUNE ORE DISPERSE NELL'ATMOSFERA UNA ENORME QUANTITA' DI ISOTOPI RADIOATTIVI CONTENUTI ALL'INTERNO DEL REATTORE...

FU UNA CATASTROFE DI ENORMI PROPORZIONI, CHE EBBE MIGLIAIA DI MORTI ACCERTATI E CENTINAIA DI MIGLIAIA DI RIPERCUSSIONI SULLA SALUTE DELLA POPOLAZIONE EUROPEA PER OLTRE 80 ANNI..

SENZA CONTARE IL DISASTRO AMBIENTALE!!

(Il reattore 4 di Chernobyl, alcuni giorni dopo l'esplosione)


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CENTRALE NUCLEARE DI BORGO SABOTINO (LATINA)..


I CANTIERI VENNERO APERTI NEL 1958 E LA CENTRALE DIVENNE OPERATIVA 6 ANNI DOPO, NEL 1968..
IL NOCCIOLO ERA IN GRADO DI GENERALE UNA POTENZA DI 153 MEGAWATT..
LA CENTRALE VENNE CHIUSA NEL 1987, PER "RAGGIUNTI LIMITI DI ETA' "..

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CENTRALE NUCLEARE DI GARIGLIANO A SESSA AURUNCA (CASERTA)..



FU LA PRIMA CENTRALE NUCLEARE OPERATIVA IN 'ITALIA..
LA SUA REALIZZAZIONE COMINCIO' NEL 1959 E TERMINO' NEL 1964..
COME LA SUA SORELLA DI LATINA, GENERAVA UNA POTENZA DI CIRCA 150 MEGAWATT..
FU CHIUSA NEL 1982 PER "RAGGIUNTI LIMITI DI ETA' "..

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CENTRALE NUCLEARE "ENRICO FERMI" A TRINO (VERCELLI)


COSTRUITA IN 4 ANNI, LA CENTRALE DIVENNE OPERATIVA NEL 1965..
ERA IN GRADO DI GENERARE ALL'INCIRCA 260 MEGAWATT DI POTENZA..
IL SUO ARRESTO DEFINITIVO AVVENNE NEL 1990, SEMPRE PER "RAGGIUNTI LIMITI DI ETA' ", MA ANCHE A SEGUITO DEL REFERENDUM ABROGATIVO SUL NUCLEARE DEL 1987..

CENTRALI NUCLEARI DI 2°GENERAZIONE:

COMPRENDONO TUTTI QUEI REATTORI (ALCUNI ANCORA OPERATIVI) COSTRUITI TRA GLI ANNI '70 E GLI ANNI '80..
UTILIZZANO UN SISTEMA DI REFRIGERAZIONE AD ACQUA BOLLENTE E POSSONO GENERARE UNA POTENZA COMPRESA TRA I "300" E I "1000" MEGAWATT..

ESEMPI DI CENTRALI DI 2° GENERAZIONE:

CENTRALE NUCLEARE DI THREE MILE ISLAND, VICINO HARRISBURG (PENNSYLVANIA)..

(Le unità 1 e 2 della Centrale Nucleare.. L'unità 2 è sottoposta a decommissioning)

LA CENTRALE ENTRO' IN FUNZIONE NEL 1974 E, ORIGINARIAMENTE, CONTAVA 4 REATTORI SUDDIVISI IN 2 UNITA', IN GRADO DI PRODURRE COMPLESSIVAMENTE 1700 MEGAWATT DI ENERGIA..
NEL 1979, PERO', SI VERIFICO' UN' INCIDENTE ALL'UNITA' 2, CHE PROVOCO' UN RILASCIO DI UNA SIGNIFICATIVA QUANTITA' DI RADIAZIONI NELL'AMBIENTE..
LA CAUSA FU ATTRIBUITA AD INADEGUATE STRUMENTAZIONI DI CONTROLLO E ALLO SCARSO ADDESTRAMENTO DEL PERSONALE..
COMUNQUE IL NOCCIOLO RADIOATTIVO SUBI' GRAVI DANNI E SI DOVETTE PROCEDERE ALLO SPEGNIMENTO DELL'UNITA' 2..

CENTRALE NUCLEARE DI CAORSO (PIACENZA)..


I LAVORI DELL'UNICA CENTRALE DI 2°GENERAZIONE PRESENTE IN ITALIA INIZIARONO NEL 1970 E TERMINARONO NEL 1978, QUANDO LA CENTRALE DIVENNE PIENAMENTE OPERATIVA..
ERA IN GRADO DI GENERARE UNA POTENZA PARI A 860 MEGAWATT..
FU L'UNICA CENTRALE NUCLEARE IN ITALIA A CHIUDERE "PREMATURAMENTE", A SEGUITO DELLE DISPOSIZIONI CONTENUTE ALL'INTERNO DEL REFERENDUM ABROGATIVO DEL 1987..
L'OPERA DI DECOMMISSIONING (SMANTELLAMENTO) DOVREBBE TERMINARE INTORNO AL 2020..

(Barili di scorie prodotte dalla Centrale di Caorso nel 1987)

CENTRALI NUCLEARI DI 3°GENERAZIONE:

TECNICAMENTE SIMILI ALLE PRECEDENTI, SONO STUDIATE PER EVITARE CONTAMINAZIONI ESTERNE IN CASO DI INCIDENTE, SECONDO CRITERI DI SICUREZZA PASSIVA.. A TAL FINE, I REATTORI SONO CIRCONDATI DA UNA DOPPIA CAMERA DI CALCESTRUZZO ARMATO SPESSO 2,6 METRI..
IN TERMINI DI SICUREZZA, LE CENTRALI "EPR" SONO LE PIU' INNOVATIVE MAI CREATE.
PURTROPPO PERO', LA QUANTITA' DELLE SCORIE PRODOTTE RESTA INALTERATA RISPETTO ALLE CENTRALI DI SECONDA GENERAZIONE..

ESEMPI DI CENTRALI DI 3°GENERAZIONE:

CENTRALE NUCLEARE DI FLAMANVILLE (FRANCIA)..

(Flamanville 1 e 2)

LA CENTRALE DI FLAMANVILLE E' COMPOSTA DA DUE REATTORI DI 2°GENERAZIONE ENTRATI IN SERVIZIO, RISPETTIVAMENTE, NEL 1986 E NEL 1987..
SONO IN GRADO DI GENERARE UNA POTENZA DI 1300 MEGAWATT CIASCUNO..
ACCANTO A QUESTI DUE REATTORI, SORGERA' IL FLAMANVILLE 3, UN NUOVO REATTORE DI 3° GENERAZIONE DEL TIPO "EPR" (EVOLUTIONARY POWER REACTOR, O ANCHE, EUROPEAN PRESSURIZED REACTOR), PROGETTATO DALLA MULTINAZIONALE ENERGETICA FRANCESE "AREVA"...

(Logo Areva)


(Sede della società energetica "Areva", nel quartiere parigino de "La Defense")

LA AREVA, OLTRE AL REATTORE "FLAMANVILLE 3", STA REALIZZANDO ANCHE IL REATTORE "OLKILUOTO 3" IN FINLANDIA ED HA IN PROGETTAZIONE ALTRE 2 CENTRALI NUCLEARI NELLA PROVINCIA DEL "TAISHAN" IN CINA..

(Il cantiere del "Flamanville 3")


(Progetto del nuovo reattore "Epr" Flamanville 3)

SEBBENE LA CENTRALE DI FLAMANVILLE, SIA DI PROPRIETA' DELLA "EDF" (ELECTRICITE' DE FRANCE), AL PROGETTO "FLAMANVILLE 3" PARTECIPA, PER UN 12,5%, ANCHE L'ITALIANA "ENEL"..


(Electricité de France)

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CENTRALE NUCLEARE DI OLKILUOTO (FINLANDIA)

(I reattori Olkiluoto 1 e 2 con accanto i cantieri del 3)

LA CENTRALE FU ULTIMATA NEL 1973, CON LA COSTRUZIONE DEI DUE REATTORI DI 2° GENERAZIONE IN GRADO DI PRODURRE COMPLESSIVAMENTE 1700 MEGAWATT..
NEL 2005 SONO INIZIATI I LAVORI DEL TERZO REATTORE, (DI 3° GENERAZIONE) PROGETTATO DALLA FRANCESE "AREVA" E REALIZZATO IN "JOINT VENTURE" CON LA TEDESCA "SIEMENS"..

(I progetti "Olkiluoto 3")

L' "OLKILUOTO 3" SAREBBE DOVUTO ENTRARE IN FUNZIONE NEL MAGGIO DI QUEST'ANNO, MA, A CAUSA DI CONTINUI RITARDI NEI LAVORI, L'AREVA HA POSTICIPATO FINO AL GIUGNO 2012 IL COMPLETAMENTO DELL'OPERA...


LA DILATAZIONE DEI TEMPI DI COSTRUZIONE HA CAUSATO, NELLO STESSO TEMPO, UNA GROSSA LIEVITAZIONE DEI COSTI, CHE SONO SALITI DA 3,2 MILIARDI DI EURO A 4,5 MILIARDI..

LA LENTEZZA NEL COMPLETAMENTO DEL REATTORE E L'IMPENNATA SELVAGGIA DEI COSTI, HANNO CONSENTITO AL GOVERNO FINLANDESE DI RIFLETTERE SUGLI ENORMI DUBBI E SVANTAGGI CHE STA PRODUCENDO QUEST'ACCORDO CON LA MULTINAZIONALE FRANCESE..

INOLTRE, DUE STUDI SULLO SMALTIMENTO DELLE SCORIE "EPR", EFFETTUATI DALLA "POSIVA" (AZIENDA FINLANDESE CHE TRATTA SCORIE RADIOATTIVE) E DALLA "NAGRA (AZIENDA SVIZZERA CHE OPERA SEMPRE NEL CAMPO DELLO SMALTIMENTO SCORIE) HANNO RIVELATO CHE LE CENTRALI DI TERZA GENERAZIONE PRODUCONO LE STESSE QUANTITA' DI SCORIE DELLE CENTRALI DI SECONDA GENERAZIONE..
NON SOLO, LE SCORIE "EPR" SAREBBERO ESTREMAMENTE DIFFICILI DA SMALTIRE, POICHE' NON ESISTE ANCORA AL MONDO UN SITO SUFFICIENTEMENTE ATTREZZATO PER IL LORO STOCCAGGIO E TRATTAMENTO..

INSOMMA, LA FINLANDIA DOPO QUESTA ESPERIENZA SEMBRA SEMPRE PIU' DECISA A NON COSTRUIRE ULTERIORI CENTRALI NUCLEARI NEL PAESE..
I FINLANDESI SONO ORMAI CONSAPEVOLI DI ESSERSI PRESI UN BEL BIDONE DALLA FRANCIA..
ED E' LO STESSO BIDONE FIRMATO "MADE IN FRANCE" CHE SARKOZY HA APPIOPPATO A QUEL NOSTRO "SIMPATICO E GIOVANE" PREMIER..

IL "BERLUSCONANO", OVVIAMENTE, PENSANDO DI STIPULARE L'AFFARE DEL SECOLO, HA SUBITO ACCETTATO 4 NUOVISSIME CENTRALI "EPR" DA COSTRUIRE NEL NOSTRO BELPAESE..

NATURALMENTE L'ALZHEIMER GALOPPANTE HA FATTO DIMENTICARE AL PREMIER IL REFERENDUM ABROGATIVO SULL' ENERGIA NUCLEARE D
EL 1987...
MA TANTO COSA VOLETE CHE RAPPRESENTI UNO SQUALLIDO ED INUTILE POTERE DEL POPOLO, IN CONFRONTO ALLE SUPREME E GIUSTE DISPOSIZIONI DI QUESTO GOVERNO?

E SE QUALCHE SINDACO "COMUNISTA" O "EVERSIVO" NON SARA' D'ACCORDO NEL CONCEDERE IL PROPRIO TERRENO PER COSTRUIRE UN "MOSTRO ECOLOGICO" CHE NESSUNO VORREBBE VICINO LA PROPRIA CASA, ECCO CHE IL "CAPO DEI GIULLARI" PROPONE DI DARE POTERI SPECIALI AL GOVERNO, PER EVITARE DI SOTTOSTARE ALLA VOLONTA DELLA "PLEBAGLIA" ...

DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO, LA CREAZIONE DELLE 4 CENTRALI NUCLEARI, COMPORTEREBBE UNA SPESA SUPERIORE A 20 MILIARDI DI EURO, CHE ANDREBBERO TOTALMENTE ALL "AREVA" E ALLE AZIENDE FRANCESI DI COSTRUZIONE, LE QUALI APPROFITTANDO DELLE SCARSISSIME INFRASTRUTTURE ITALIANE, RITARDERANNO SEMPRE DI PIU' LA REALIZZAZIONE DEI REATTORI, FACENDO ALZARE VERTIGINOSAMENTE I COSTI, GUADAGNANDOCI COSI' IL TRIPLO..

INSOMMA, IL MERCATO ITALIANO NON CI GUADAGNEREBBE UN BEL NIENTE..

E NON E' FINITA, PERCHE' LA PRODUZIONE DI ENERGIA DERIVATA DALLE CENTRALI NUCLEARI COPRIRA' SOLO UN MISERO 4% DEL FABBISOGNO ITALIANO ANNUALE..

INFATTI L'ITALIA E' IL SECONDO PAESE AL MONDO PER IMPORTAZIONE ENERGETICA, POICHE' ACQUISTA CIRCA L'85% DEL PROPRIO FABBISOGNO..
L'ALIQUOTA MAGGIORE DI IMPORTAZIONE PROVIENE PROPRIO DALLA FRANCIA, CHE CI VENDE L'ENERGIA PRODOTTA DALLE SUE CENTRALI NUCLEARI..

IL FABBISOGNO NAZIONALE DI ENERGIA ELETTRICA, VIENE PERCIO' COPERTO PER IL 71,7% ATTRAVERSO CENTRALI TERMOELETTRICHE CHE BRUCIANO PRINCIPALMENTE COMBUSTIBILI FOSSILI (PETROLIO E GAS IMPORTATI DALL'ESTERO), MENTRE PER IL 14,3% E' COPERTO DA FONTI RINNOVABILI (IDROELETTRICA, GEOTERMICA, EOLICA E FOTOVOLTAICA)..

"Nel 2005 il fabbisogno di energia elettrica in Italia è stato pari a 329 miliardi di kWh, con un incremento del 10% rispetto al 2000. La produzione nazionale ha potuto soddisfare solo l’84,8% della richiesta pertanto sono stati importati oltre 50 miliardi di kWh da Svizzera, Francia e, in misura minore, da Slovenia, Austria e Grecia"
(fonte AEEG 2006).


IN PRATICA, L'ITALIA PRODUCE ANNUALMENTE UNA MEDIA DI 300.000 GIGAWATTORA (L' 85% DEI QUALI RICHIEDONO IMPORTAZIONI DI GAS E PETROLIO DA ALTRI PAESI), MA NE RICHIEDE CIRCA 44.000 GWh ALL'ESTERO, PER POTER SODDISFARE IL FABBISOGNO COMPLESSIVO DI 337.000 GWh..
IL RESTO DELL'ENERGIA (4%) VIENE DISPERSO A CAUSA DEGLI SPRECHI ENERGETICI..

ESATTAMENTE LO STESSO 4% CHE PRODURREBBERO LE 4 CENTRALI NUCLEARI, A DIMOSTRAZIONE DELLA LORO INUTILITA'...
BASTEREBBE SEMPLICEMENTE RAZIONALIZZARE CIO' CHE GIA' ABBIAMO, EVITANDO COSI' GLI SPRECHI, AD ESEMPIO OTTIMIZZANDO IL TRASPORTO SU CAVI DELL'ENERGIA..

SFORTUNATAMENTE, L'IPOTESI DI UN MASSICCIO IMPIEGO DI RINNOVABILI NEL NOSTRO PAESE, VIENE COSTANTEMENTE MESSA DA PARTE DA GIOCHI DI POTERE POLITICO-ECONOMICI..

INVECE DI SEGUIRE IL MODELLO OBAMA E IL MODELLO EUROPA, CONTINUIAMO A REGREDIRE, RISULTANDO, NELLE CLASSIFICHE INTERNAZIONALI SEMPRE PIU' DISTANTI DA FRANCIA, GRAN BRETAGNA, GERMANIA, SPAGNA, USA E SEMPRE PIU' VICINI A CILE, CINA, COREA DEL SUD, ANGOLA, GABON, GUINEA, ROMANIA E POLONIA..

(SECONDO UNO STUDIO EFFETTUATO DA "TRANSPARENCY", L'ITALIA CROLLA AL 55esimo POSTO SU 180, A CAUSA DELL' ALTO LIVELLO DI CORRUZIONE DEGLI UFFICI PUBBLICI, SOPRATTUTTO NEL SISTEMA SANITARIO)

(NEL RAPPORTO 2008 DELLA BANCA MONDIALE, L'ITALIA CROLLA AL 156esimo POSTO SU 181 PAESI, A CAUSA DELLA LENTEZZA NEL SISTEMA GIUDIZIARIO)

(IN AMBITO AMBIENTALE, L'ITALIA BERLUSCONIANA QUEST'ANNO SI E' ALLEATA CON PAESI COME ROMANIA, POLONIA, UNGHERIA E BULGARIA, CONTRO IL PROTOCOLLO EUROPEO "20-20-20" IN MATERIA DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI CO2 NELL'AMBIENTE)

QUESTI DATI DIMOSTRANO CHIARAMENTE IN CHE DIREZIONE HA INTENZIONE DI PORTARCI QUESTO GOVERNO DI CORROTTI E TRUFFATORI..